Perché utilizzo il neurofeedback dinamico nel mio approccio

Nel corso della mia carriera, ho osservato una situazione ricorrente.

Alcune persone hanno delle rivelazioni significative.

Il corpo si rilassa.

Si stanno aprendo nuove possibilità.

Eppure, pochi giorni o settimane dopo, alcuni dei vecchi schemi comportamentali sembrano riemergere.

Questa osservazione mi ha gradualmente portato a interessarmi maggiormente al ruolo del cervello nei processi di adattamento.

Il cervello è in costante apprendimento.

Per ragioni di sicurezza o di efficienza, sviluppa abitudini operative che gli consentono di reagire rapidamente alle situazioni che si presentano.

Queste abitudini sono spesso utili.

Ma a volte possono continuare a funzionare anche quando il contesto è cambiato.

Il neurofeedback dinamico si basa su un'idea semplice.

Anziché dire al cervello cosa dovrebbe fare, gli fornisce informazioni su ciò che sta facendo.

A questo scopo, utilizzo Neuroptimal®, un sistema di neurofeedback dinamico che fornisce al cervello un feedback in tempo reale sulla sua attività.

Il cervello può quindi osservare alcune delle proprie funzioni e gradualmente modificare ciò che non sembra più necessario.

Questo approccio si allinea perfettamente con la mia concezione del cambiamento.

Non sto cercando di imporre una direzione al sistema.

Sto cercando di creare le condizioni che gli permettano di osservare, imparare e adattarsi.

Da questa prospettiva, il neurofeedback diventa un valido complemento alla chinesiologia e alla biorisonanza.

La chinesiologia ci permette di osservare determinati meccanismi di funzionamento.

La biorisonanza supporta le risorse del sistema.

Il neurofeedback aiuta il cervello a sviluppare una maggiore flessibilità nel modo in cui reagisce alle esperienze.

L'obiettivo non è ottenere un cervello perfetto.

L'obiettivo è quello di supportare la sua naturale capacità di adattamento.